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domenica 4 settembre 2011

Viaggio in Francia... Prima Tappa Jura

Jean Francois Ganevat ( foto da www.wineterroirs.com )

Tutte le volte che devo andare in Francia per vigneron sono sempre carichissimo , pensare per questo nel quale avremmo visitato praticamente tutti i miei produttori d'oltralpe preferiti: Ganevat , Derain , Domaine des Roches-Neuves , Saumon , Breton. Una macchina stracarica e cinque amici on the road. Bellissimo.
Prima tappa Rotalier , località La Combe , dove ad attenderci ( si fa per dire in quanto abbiamo dovuto aspettarlo noi per una mezzoretta...) c'era Jean Francois Ganevat , istrionico enfant prodige della Jura.
I Ganevat producono vino a La Combe dal 1650 e fino al 1976 hanno affiancato all'attività enologica l'allevamento di mucche ( razza Montbéliarde utilizzate per la produzione del mitico Comté ). Nel 1976 il padre di Jean Francois decise di concentare tutte le energie nella produzione di vino.
Jean Francois è stato in azienda dal 1982 fino al 1989 , quando in cerca di nuove esperienze , andò a lavorare in Borgogna presso la Domaine Jean-Marc Morey. Vi lavorò per 9 anni ed ebbe modo di imparare un nuovo approccio al vino e la venerazione del terroir. In quegli anni incontrò ed assaggiò per la prima volta i vini di Philippe Pacalet , Dominique Derain e Prieure Roch. Le sue papille e la sua mente erano pronte alla sfida: tornare a casa e portare la Jura alla ribalta.
Nel 1989 tornò stabilmente nell'azienda di famiglia , ne prese il "comando" e la rivoluzionò con una parcellizzazione maniacale delle vigne che ha portato ad avere da soli 8 ettari 26 etichette diverse. Vini eccezionali , elegantissimi , ognuno con una sua anima.
Tutte le volte che lo incontro mi sento come un bambino in un parco giochi. Si va in cantina sempre seguiti da Schist ( si proprio come il terreno... ) l'inseparabile cane di Jean Francois e si inizia ad assaggiare qualunque cosa sia in botte...


Schist con un felice degustatore

Parcelle , sotto parcelle , micro parcelle , torchiati e mosti fiore. Vini giovani e vini dimenticati in botte ad elevarsi.
Siamo usciti dalla cantina con la convinzione che i vini di Jean Francois migliorano di anno in anno e che in particolare l'annata 2010 sarà una gioia per gli amanti dei vini sottili , esili e minerali.


Jean Francois Ganevat

E' poi iniziata la batteria dei vini in bottiglia. Jean Francois è un diesel , difficile stargli dietro : ne ha stappate una quindicina e più che degustarle le abbiamo bevute. I suoi bianchi sono vini per gli amanti della tensione minerale e dell'acidità ( io io io!! ) mentre i rossi sono dei veri e propri "vin de soif" , gastronomici , leggeri e dissetanti.
Prima di mandarci via ( erano ormai le 22,00 ) ha stappato una bottiglia che resterà per sempre nelle nostre menti e nei nostri cuori:


Poulsard 1925 , Ganevat

Un Poulsard 1925! Un vino di 11 gradi capace di sfidare il tempo e di riproporsi in forma smagliante dopo 86 anni!! Adesso siamo pronti per dirigerci verso St-Aubin... ( to be continued )

5 commenti:

  1. quando torniamo?

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